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CASO IMPRIMATUR, LA TV TEDESCA ATTACCA L´ITALIA: “L´azienda Italia è manovrata in campo letterario da strutture di tipo mafioso”

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Triplice attacco dei media di lingua tedesca all´Italia per il caso IMPRIMATUR. Comincia ad agosto la “Frankfurter Allgemeine”, il più influente quotidiano della Germania: il corrispondente da Venezia Dirk Schümer, firma prestigiosa del quotidiano, dedica un´apertura di oltre mezza pagina al caso dei due autori esclusi dal loro paese e tratta con sferzante ironia la “infeltrita azienda culturale italiana”. Nel richiamo di prima pagina un titoletto al vetriolo: “Ma che bella figura! – Uno dei loro libri si chiama IMPRIMATUR, ma proprio nella madrepatria italiana la coppia di autori Rita Monaldi e Francesco Sorti viene boicottata: un esilio nel cuore dell´Europa”. Nei titoli dell´articolo: “Gli autori italiani Monaldi & Sorti vengono boicottati in patria e preparano il prossimo romanzo storico dall´esilio”. Scrive Schümer:

Dopo l´uscita di scena di Fruttero e Lucentini, Monaldi & Sorti stanno diventando il nuovo duo, la nuova firma italiana di rango internazionale“,

ma “in Italia nessuno se ne accorge”. E poi: “Che il Vaticano dell´età barocca, che il Re Sole Luigi XIV, che finanzieri asburgici abbiano cambiato la storia per mezzo di avvelenamenti e testamenti falsi – si crede senza indugio alle tesi romanzesche e tuttavia ben documentate di Monaldi & Sorti. E allora perché oggi nessuno in Italia ne deve sapere niente?”.

Rilancia alcune settimane dopo la “Süddeutsche Zeitung”, il quotidiano di Monaco che con la “Frankfurter Allgemeine” condivide primato di lettori e di autorevolezza. Con un altro lungo articolo di mezza pagina il corrispondente da Roma, Stefan Ulrich, sottolinea come i “rigogliosi e dettagliatissimi” romanzi del duo, “bestseller internazionali tradotti in un due dozzine di lingue, per misteriosi motivi non vengono pubblicati solo in Italia, la loro patria”. ” Nei titoli: “I loro thriller hanno successo in tutto il mondo ma in Italia vengono disdegnati”. E poi: “Dietro alla storia si cela il Vaticano”.

Ma la bordata più grossa la scaglia un documentario di 15 minuti prodotto dalla TV pubblica austriaca (ORF) e trasmesso anche in Germania dai canali tedeschi 3Sat e Deutsche Welle. La giornalista autrice del servizio, dopo aver dato conto del boicottaggio ai danni di Monaldi & Sorti, spiega di aver chiesto una dichiarazione a diversi critici letterari italiani e ai responsabili della Mondadori, ma senza successo. Questo lo sferzante commento della giornalista: “Che la nebulosa azienda letteraria italiana venga manovrata da strutture di tipo mafioso è opinione non solo dei due autori” (“Der undurchsichtige italienische Literaturbetrieb wird von Mafia-ähnlichen Strukturen durchzogen – meinen nicht nur die Autoren”) …

Intanto Monaldi & Sorti hanno dovuto sporgere denuncia alla polizia per intercettazioni telefoniche abusive (vedi: http://www.weltexpress.info/index.php?artikel_id=59747&rubrik=22&lan=de): dopo l´attacco tedesco qualcuno (forse dal mondo editoriale italiano?) mette il naso abusivamente nella loro vita privata.

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22 Comments

    barionu

    4 marzo 2010 at 10:42

    Come no ! Tanto è vero che nelle classifiche dei libri on line Hoepli è il più venduto in assoluto . Nonostante le evidenti analogie con Il nome della rosa del Divin Umberto, Imprimatur è qualcosa di completamente diverso che ancora non riesco a definire . Assolutamente da leggere.

    zio ot

    renzo

    19 ottobre 2009 at 10:42

    Ho terminato la lettura del tanto discusso IMPRIMATUR, dopo averlo atteso per circa 2 mesi e speso 29,00 euri . Ottima operazione commerciale quella del ” boicottaggio ” ! Penso che se fosse continuata la pubblicazione regolare in italia avrebbe fatto un bel FLOP . Noioso e prolisso feuiletton pseudostorico che ha bisogno di corposa appendice per giustificarne la stesura .

    fabio guerri

    19 aprile 2008 at 10:42

    Mmm… io invece credo purtroppo che anche in caso di plagio nessun giornale italiano scriverebbe una riga…

    semtex

    9 aprile 2008 at 10:42

    Mah… che il pericolo che vengano plagiati sia la ragione per cui i romanzi non vengono stampati in italiano non mi convince molto, almeno così a prima vista. Il plagio è un reato penale, se avvenisse quello che dite (un plagio su commissione), succederebbe sì un casino, e quindi se ne parlerebbe sicuramente più di adesso. Il Vaticano invece vuole L’ASSOLUTO SILENZIO, il tabù, stendere una pietra tombale sulle vicende per loro scomode (vedi scandalo pedofilia e altri). Quindi attendo con pazienza la pubblicazione dei romanzi in ITALIANO, se non si riesce in Italia che lo facciano all’estero!

    Fanclub

    7 aprile 2008 at 10:42

    Il pericolo di plagio, questo è il motivo. I libri successivi non sono mai usciti in Italia: il “Nemico” incaricherebbe subito qualche pennivendolo di fare un libercolo plagiando i libri dei Nostri e poi propaganderebbe la “patacca” con grandissimi mezzi come fosse oro puro… insomma, un casino. Noi, comunque, non smettiamo di sperare che prima o poi questa stupidissima crociata contro Imprimatur e i suoi fratelli abbia fine. Grazie e continua a seguirci.

    semtex

    28 marzo 2008 at 10:42

    Ho acquistato Imprimatur tramite il sito, nell’edizione italiana stampata in Olanda. Ho letto il libro e mi è piaciuto. Sono, come voi, scandalizzato dalla orripilante censura subita dagli autori (e da tutti noi) nel semilibero stato di Vaticalia.
    Quello che non capisco è: perchè gli autori non fanno lo stesso con gli altri loro libri? Perchè non li pubblicano in italiano stampandoli in Olanda? Perchè noi italiani se sappiamo leggere in francese o inglese ok, altrimenti NISBA??? Perchè?
    Io li comprerei…

    FanClub

    27 marzo 2008 at 10:42

    Stephen King la pensava come te, ma ha fallito miseramente… Nessuno ha voluto pagare 3 miseri euro per scaricarsi il suo libro da Internet e men che meno per ricevere una stampa on demand. Comunque, forse non hai capito bene il problema: IMPRIMATUR è già pubblicato in italiano (ad Amsterdam ed è in vendita anche tramite questo sito), non gli manca un´edizione, ma LA PUBBLICAZIONE IN ITALIA. E pubblicare un libro significa non solo stamparlo, ma DISTRIBUIRLO, ESPORLO NELLE LIBRERIE, PROMUOVERLO, DISCUTERLO SUI MEDIA, ecc. Altrimenti vuol dire solo buttarlo via. Se dai un´occhiata alla pagina “STAMPA INTERNAZIONALE” di questo sito, capisci tutto ciò di cui Monaldi & Sorti godono in tutto il mondo meno che in Italia, ma che è loro dovuto anche nel nostro Paese.
    Un editore straniero, ovviamente, non può fare una vera promozione di un libro italiano in Italia; ci vuole un editore italiano. Capito?

    Edoardo

    17 marzo 2008 at 10:42

    Si possono utilizzare anche i formati usati per i libri per la pubblicazione on-line e non bisogna stamparli per forza.Per chi vuole, poi, c’è la stampa on-demand. Se il fine ultimo di questa iniziativa è combattere la censura è questa la strada.

    FanClub

    14 marzo 2008 at 10:42

    Ma chi si legge e stampa in A4 un librone di 640 pagine??
    In più, farebbe il gioco avversario: degradare Imprimatur da libro a rango di illeggibile risma di carta A4… No, l’ editoria italiana è responsabile di questa assurda situazione e deve riportare Imprimatur NELLE LIBRERIE ITALIANE.

    Edoardo

    12 marzo 2008 at 10:42

    Potreste ripubblicare Imprimatur su internet gratuitamente…La censura almeno sulla rete non esiste!

    Fanclub

    9 dicembre 2007 at 10:42

    Su sollecito di Antonella Bini, abbiamo scritto a Luigi Rossi per chiedergli di dissipare i sospetti sollevati contro di lui da Antonella. Purtroppo la nostra e-mail a lui è tornata indietro: l´indirizzo luigi.rossi1946@tiscalinet.it è inesistente…
    Cara Antonella, a quanto pare i tuoi sospetti erano fondati! Complimenti e continua a seguirci.
    Allo pseudo Luigi Rossi chiediamo di rivelare la sua vera identità.

    barbara

    3 dicembre 2007 at 10:42

    Questo librso era semplicemente sublime. Ha avuto anche grande successo in germania. Io spero che queste assurdità siano uno strumento di pubblicità. Tuttavia rimango allibita dal fatto che a pochi anni dall’uscita del libro, questo sia introvabile presso le varie librerie…

    Serena

    23 novembre 2007 at 10:42

    Lavoro in un archivio storico che gli autori frequentano in Italia per le ricerche storiche che sono alla base dei loro libri e mi dispiace molto di leggere che l´autore del commento più sopra (un editore) sospetti che le loro ricerche non siano pienamente obiettive, tanto più che lui non è neppure un esperto della materia. Questo invece è il mio campo, conosco bene le ricerche svolte per Imprimatur e so quello che dico, oltre ad essere testimone oculare del fatto che assai difficilmente vedo lavorare in archivio docenti universitari di storia con tanta scrupolosità, metodo e ferrea abnegazione come Rita Monaldi e Francesco Sorti. Potrei raccontare episodi molto significativi in proposito, ma non so quanto agli autori farebbe davvero piacere, avendo intuito la modestia e la timidezza che si cela sotto la loro grande cordialità. Spero che per il momento il mio giudizio sia sufficiente.

    fabio guerri

    22 novembre 2007 at 10:42

    Ci avevo scommesso con un amico che eri un editore..

    Luigi Rossi

    19 novembre 2007 at 10:42

    Da questo stesso sito leggo che gli altri libri non escono in Italia per precisa scelta degli autori…Nessun odio, cara Antonella, solo il pensiero di un uomo che lavorando nel campo dell’editoria da diversi anni ne conosce anche i meccanismi perversi e sa bene quanto “amicizie” al posto giusto possano dare una mano. Sul fatto dell’omonimia, stiamo in Italia e sia Luigi che Rossi sono ahimé molto comuni!
    Ribadisco una cosa: Imprimatur mi è piaciuto moltissimo!

    Antonella Bini

    18 novembre 2007 at 10:42

    E´ovvio che é impossibile per due autori al loro primo romanzo corrompere tutti i più potenti giornali del mondo per montare un caso che non esiste. E poi il bellissimo Imprimatur non ne ha proprio bisogno. Se non c´é stato nessun boicottaggio perché allora i loro libri non sono pubblicati in Italia? Ma sei per caso uno che odia gli autori di Imprimatur per qualche motivo? Il tuo nome Luigi Rossi, che è pure il nome di uno dei personaggi del libro, mi fa pensare a uno pseudonimo. Non capisco sennò perché sei cosí fazioso. Caro fans club potresti vederci chiaro?!?

    Luigi Rossi

    14 novembre 2007 at 10:42

    Ma non discuto sul fatto che l’Italia non sia governata da strutture di tipo “mafioso” (in questo senso il termine mafioso sta ad indicare la vasta corruzione della classe dirigente: politici, amministratori, imprenditori, etc. etc.). Anch’io spesso, o sempre, mi vergogno di essere italiano, ma francamente agitare il tema del complotto in questa faccenda mi sembra un insulto all’intelligenza dei lettori…Basta che qualche amico giornalista (o più) voglia fare un bell’articolo sul caso ed ecco che monta la polemica…La corruzione sta anche nell’influenzare le menti.

    fabio guerri

    13 novembre 2007 at 10:42

    D´accordissimo con Antonella. Mi fa disperare vedere come noi “italiani brava gente” siamo diventati incapaci di indignarci e di esprimere solidarietà. Ormai siamo solo capaci di invidiare.

    Antonella Bini

    7 novembre 2007 at 10:42

    I giornali e tv tedeschi non sono proprio gli ultimi arrivati in tema di severità e serietà, e quando parlano dell´Italia purtroppo ci prendono sempre, mettendo a nudo le magagne nazionali che noi facciamo finta di non vedere: se i tedeschi, fatte le loro indagini presso la Mondadori e i critici italiani, hanno confermato che l´editoria italiana è manovrata da gente mafiosa, ostinarsi a fare ancora gli scettici, come ci piace tanto fare oltre ogni buon senso, è patetico. Riconosciamolo, viviamo in un Paese di m… altro che Bell´Italia! E invece di continuare a gracchiare infastiditi dalla realtà diamo finalmente un po´di solidarietà morale a questi due scrittori in esilio che ne stanno passando di tutti i colori, sennò siamo peggio dei turchi di Orhan Pamuk.

    Luigi Rossi

    6 novembre 2007 at 10:42

    Che gli autori abbiano trovato un modo gratuito di farsi pubblicità? Il libro Imprimatur è basato su supposizioni, i documenti sono re-interpretati nel modo più conveniente e congeniale per agitare il tema del complotto. La Storia facciamola scrivere agli storici. Detto questo, il romanzo (non un saggio storico) è coinvolgente nella lettura.

    Luigi Marchese

    5 novembre 2007 at 10:42

    A volte mi vergogno di essere italiano. Sono credente e cattolico, ma la storia è storia e la verità va difesa ad ogni costo, anche se scomoda! Siamo uomini, tutti possiamo sbagliare, anche la Chiesa, perchè è fatta da uomini! Mi auguro che il boicottaggio termini presto!

    Simone Cardelli

    26 ottobre 2007 at 10:42

    Sono felicissimo che almeno in Germania si muova qualcosa! Spetta anche a noi, fans di Monaldi & Sorti, cercare di fare qualcosa per loro in Italia. A proposito, Italia, vergognati!

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