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La Stampa: I segugi della Storia danno scacco matto ai poteri occulti

Mirella Serri per “la Stampa”

 

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Il dottor Sottile, Giuliano Amato, cita Machiavelli e Rousseau; Giuliano Ferrara parla di eccesso di «secolarizzazione del sacro»; Vito Mancuso evoca Hobbes; Franco Cardini fa scendere in campo Lévi-Strauss; Rita Monaldi e Francesco Sorti discettano sul governo come arte della simulazione, rifacendosi al cardinal Mazzarino.

Già, proprio così: al tavolo dei relatori chiamati a discutere all’Archivio di Stato di Roma de «Il rapporto tra Verità e Potere e le sue declinazioni: politica e religione, fede e scienza, documenti e storia», siede anche la famosa coppia di giallisti Monaldi&Sorti, oltre al giudice costituzionale Amato, all’altro grande Giuliano del giornalismo e della politica, al teologo Mancuso e allo storico Cardini.

 Sotto la statua benedicente di Alessandro VII si presentano due volumi apparentemente molto diversi ma uniti da un unico tema, la politica e il libero arbitrio: Dio e Cesare. Storia ed evoluzione del rapporto tra religioni e politica – raccolta d’interviste ai presenti alla discussione e a Luciano Canfora, Hans Küng, Alberto Melloni, Piergiorgio Odifreddi a cura di Gabriele Palasciano – e il monumentale romanzo seicentesco di Monaldi&Sorti, Mysterium.

 In questo racconto di circa 800 pagine gli scrittori si cimentano con le peripezie del cantante castrato Atto Melani ma anche con temi forti, alti, come la disamina della filologia e della ricerca scientifica, manifestazioni di una volontà di potenza che spesso ci inganna «elevando mere ipotesi a certezze» (entrambi i libri sono pubblicati da Baldini&Castoldi).

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