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A VOLTE RITORNANO: Un cast all stars per il primo film su Dante e Divina Commedia.

In stile rétro e direttamente dall’aldilà, visto che si parla di Dante, ma anche futuristico come un blockbuster della Marvel. Sarà pronto a dicembre il primo film su Dante Alighieri e la Divina Commedia: in attesa dell’annunciata fiction RAI, arriva l’opera prima dei “Masnadieri”, pseudonimo schilleriano di un piccolo gruppo di giovani cineasti guidati da Sarah Bernhardt (altro nome d’arte, ovviamente)  cresciuta alla scuola teatrale del regista romano Paolo Pasquini. Specialista nel coltivare giovanissimi talenti ed animatore, con la sua associazione Xenia, del Festival Dantesco di teatro che si tiene con successo a Roma ormai da oltre un decennio, Pasquini tra l’altro ha realizzato recentemente un film incentrato sul figlio del poeta, Giovanni Alighieri del fu Dante, interpretato da Massimo Popolizio.

Prima del debutto cinematografico, la giovane allieva di Pasquini e i suoi “Masnadieri” hanno potuto “fermentare” nel laboratorio di famiglia: alcuni sono infatti figli d’arte, ma ci tengono a farsi avanti da soli, senza che il cognome spiani loro la strada. Il film s’intitola Dante di Shakespeare – Amor ch’a nullo amato ed è tratto dal romanzo omonimo della coppia Rita Monaldi e Francesco Sorti, ben noti come Monaldi & Sorti agli amanti dei romanzi storici per i loro best seller tradotti in 26 lingue. Il romanzo, che Solferino ha portato al Premio Campiello, sbarcherà in Cina a rappresentare l’Italia presso gli Istituti italiani di cultura insieme ad altri cinque romanzi appositamente scelti dal Master in Editoria dell’Università Statale di Milano insieme all’Associazione Italiana Editori e alla Fondazione Mondadori.

Dante di Shakespeare sarà il primo film in assoluto che viene interamente realizzato con un sofisticato software basato sull’intelligenza artificiale e il machine learning per far rivivere le più grandi star teatrali del passato. «Sarà un tuffo al cuore per molti», ci dice Sarah Bernhardt, che descrive l’esperimento come «un laboratorio di Frankenstein in versione digitale». Altro non viene svelato, tranne il fatto che per dispiegare la grande potenza di calcolo necessaria a realizzare gli effetti speciali vengono impiegati diversi computer in parallelo. Il lungometraggio, interamente autoprodotto, si avvale della consulenza amichevole dello sceneggiatore Alessandro Bencivenni (ideatore tra l’altro della celebre fiction televisiva Don Matteo) e di Pasquini. Si prevede l’uscita a Natale.

Come il romanzo da cui ha origine (primo di una trilogia che si completerà nei prossimi due anni), Dante di Shakespeare racconta la vita di Dante e la nascita tormentata della Divina Commedia, gli amori e la vicenda umana del poeta secondo il classico stile d’una pièce di William Shakespeare, immaginaria ma puntigliosamente fedele alla maniera del Bardo.

Nel film tratto dal primo tomo della trilogia di Monaldi & Sorti, che ha per sottotitolo Amor ch’a nullo amato, primeggia ovviamente l’amore. Ma la protagonista non è, come si potrebbe pensare, la famosa Bice Portinari (comunemente ritenuta la Beatrice dantesca), bensì la moglie di Dante, Gemma Donati. Fino ad oggi la consorte del poeta era stata messa in ombra non solo dalla “rivale” Beatrice, ma anche dal ritratto a tinte fosche dedicatole da Boccaccio, che ha fatto di Gemma una moglie davvero da dimenticare. Invece nel romanzo di Monaldi & Sorti Gemma è – un’idea narrativa mai avanzata prima – la vera musa del marito. Il poeta, dopo un’iniziale indifferenza (dal contratto di fidanzamento sappiamo che il matrimonio, come d’abitudine, fu “combinato” quando i due erano bambini), se ne innamora a sorpresa nel giorno delle nozze. «Questa ipotesi inedita e originale  spiegherebbe molte apparenti contraddizioni nell’opera di Dante», aggiunge la giovane cineasta.

Intanto proseguono le riprese del film su Dante di Pupi Avati, tratto dalla biografia trecentesca di Boccaccio, che però sarà ultimato non prima di gennaio 2022. Quello di Sarah Bernhardt e dei Masnadieri sarà quindi il primo lungometraggio che vedremo sul grande poeta fiorentino. Lo stesso Pupi Avati ha letto il libro da cui è tratto il film e la casa editrice Solferino fa già circolare il suo endorsement: «Fra le centinaia di testi dedicati a Dante Alighieri usciti per i 700 anni dalla morte, quello di Monaldi & Sorti mi è parso il più originale e affascinante per lo sguardo davvero inedito e sacrale».

Il film dantesco sarà la prima produzione incentrata su Dante sin dal lontano 1965, anniversario della nascita del poeta. La RAI celebrò la ricorrenza trasmettendo un docudrama con i più bei nomi dell’epoca: Loretta Goggi (Beatrice), Ileana Ghione (Gemma Donati), Luigi Vannucchi (Guido Cavalcanti), Mario Feliciani (Corso Donati), Renzo Palmer nel ruolo di Giotto e Giorgio Albertazzi, allora al culmine del successo, in quello del protagonista.

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